Photo credits: MC Madau

L’ opera non rassicura, l’opera non significa ma interroga.

L’opera non cerca significati, ma allude, ci riconduce ad uno stato di estraniamento, ci chiede di aver fiducia nel nostro sentire.

Poiché noi non abbiamo uno sguardo che salva l’anima delle cose, un’altra forma di conoscenza è necessaria, una conoscenza poetica creativa. Quella che comprende la dimensione del mistero. Quella che si lascia condurre, più che dalla ragione, dal cuore e dalla fantasia.

La conoscenza poetica nasce dal sospetto che ogni cosa racchiuda un segreto, essendo la conoscenza profonda ed inesauribile: c’è altro e altrove. Il sapore di ogni cosa è quella conoscenza che corrisponde ad un linguaggio, creativo, ricco di silenzi e di stupore: capace d’esprimere l’anima delle cose attraverso i piccoli dettagli, le emozioni segrete, le parole non dette. Un linguaggio che allude al mistero senza possederlo, che fa affidamento ai segni, alle immagini, ai simboli, ai miti che hanno il potere di evocare la realtà nel suo flusso inarrestabile.

un’ULTIMA SCENA

La ricca-matrice -La giostra dell’apocalisse-

Presenze antropomorfe

I colori dell’estasi 1

I colori dell’estasi 2

I colori dell’estasi 3

Premonizione

Frammenti

Cenere

Opere su tela