We apologize, but for now, this article is available only in Italian

L’uomo qualunque e J’y étais, diffusi in occasione dell’esposizione d’arte contemporanea I Colori dell’estasi, al Centro Comunale d’Arte e Cultura Exmà di Cagliari, marzo 2007 ; al Festival La Fabbrica dell’Uomo, Superstudio Più, a Milano. ArtePlasticaInForma rassegna video, Camera di Commercio I.A.A. Pordenone, 10.2! Dieci.due! international research contemporary art, Milano 2007.

con

Giorgio Puddu

In uno spazio delimitato una poltrona vuota, di fronte, scorrono le immagini di un uomo, un uomo qualunque seduto davanti al televisore, vorace e bulimico, ci interroga sulla nostra condizione di spettatori rispetto alla storia del mondo di cui siamo testimoni e complici al medesimo tempo.

<<…un uomo, un uomo dal respiro pesante e dalla voracità bestiale, che l’artista, esasperandone la caricatura, invita a leggere come una persona qualunque. Imperturbabile, egli si siede davanti allo schermo e, trangugiando cibi di ogni specie, assiste indifferente allo sfacelo della terra e dei suoi simili. Io c’ero… e non ho fatto nulla. Nel corso della performance (che ha completato e vivificato l’opera), nell’attigua zona velata, un poeta, seduto su una scala a pioli, leggeva e componeva poesie, evocando in un solitario dialogo quella parte di umanità dimenticata, mentre tutt’intorno scoppiava il dramma: i profughi, la guerra, la morte (ne restano le tracce in quel fagotto di vestiti abbandonati e nelle ciocche di capelli disseminati lungo tutto il perimetro). A volte viene proprio da chiedersi se della storia siamo più attori o più spettatori, testimoni o complici, poeti (intesi come memoria narrante) o distratti voyeur, uomini o relitti in balia dei piccoli bisogni personali.>> Lorella Giudici